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Calabria modello nazionale per l'applicazione della direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari
Il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso ha presieduto il Comitato tecnico sul demanio marittimo, riunendo sindaci e associazioni di categoria dei balneari. L'incontro ha affrontato l'attuazione delle leggi regionali 15 e 16 del 2026, già validate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di elaborare linee guida regionali uniformi per aiutare i Comuni costieri nella valutazione della disponibilità di spiagge e nella verifica degli interessi transfrontalieri. Mancuso ha sottolineato che la Calabria può diventare un esempio nazionale nell'applicazione corretta della direttiva Bolkestein, coniugando certezza normativa, tutela della concorrenza e valorizzazione delle coste.
Concessioni balneari: la Calabria punta a diventare un modello nazionale per la Bolkestein
Un passaggio decisivo per il futuro delle concessioni balneari in Calabria si è compiuto con la riunione del Comitato tecnico sul demanio marittimo, presieduta dal vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso. Al tavolo si sono seduti sindaci dei Comuni costieri e rappresentanti delle associazioni di categoria del settore balneare, con un obiettivo comune: costruire un percorso condiviso e tecnicamente solido per dare attuazione alle nuove norme regionali.
Al centro del confronto le leggi regionali n. 15 e n. 16 del 2026, entrambe già sottoposte alla verifica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ne ha confermato la conformità. Si tratta di un punto di partenza importante: avere un quadro normativo regionale validato a livello ministeriale offre alle imprese balneari calabresi una base più stabile su cui pianificare le proprie attività.
Uno dei nodi operativi emersi con più forza durante l'incontro riguarda la necessità di dotare i Comuni di strumenti omogenei per affrontare due questioni cruciali:
la valutazione della disponibilità effettiva di arenili lungo la costa, ossia capire quante spiagge siano ancora libere o liberabili rispetto a quelle già concesse;
la verifica dell'interesse transfrontaliero, il criterio che determina se una concessione debba essere messa a gara a livello europeo oppure possa essere gestita in ambito locale.
Per rispondere a queste esigenze, i partecipanti hanno concordato sulla necessità di elaborare linee guida regionali uniformi, capaci di supportare le amministrazioni comunali in modo coerente su tutto il territorio. Senza un indirizzo condiviso, il rischio è che ogni Comune applichi criteri diversi, generando incertezza sia per gli operatori sia per i potenziali investitori.
Il vicepresidente Mancuso ha inquadrato questo lavoro in una prospettiva più ampia: la Calabria ha le condizioni per affermarsi come apripista a livello nazionale nell'applicazione della direttiva Bolkestein al settore balneare. Un primato che non significa semplicemente adeguarsi alle norme europee, ma farlo in modo da garantire al tempo stesso certezza del diritto per chi già opera, tutela della concorrenza e una gestione valorizzante del patrimonio costiero regionale.
Per le imprese ricettive e gli operatori horeca del litorale calabrese, seguire da vicino l'evoluzione di questo processo è fondamentale: le linee guida che emergeranno dal lavoro del Comitato influenzeranno direttamente le condizioni entro cui si svolgerà l'attività balneare nei prossimi anni. Hermes continuerà a monitorare gli sviluppi e a portare la voce delle imprese del territorio nei tavoli istituzionali competenti.
Per approfondire, è disponibile il comunicato ufficiale della Regione Calabria.
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