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TTG 2026: più intelligenza artificiale e robot, ma il futuro del turismo passa dalle persone

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Le osservazioni di Hermes dalla fiera di Rimini: innovazione, competenze e nuovi modi di vivere l’ospitalità al centro del confronto tra gli operatori.

Si è conclusa il 16 ottobre, alla Fiera di Rimini, la 63ª edizione di TTG Travel Experience, affiancata da InOut | The Hospitality Community. Tre giorni che hanno riunito l’intera filiera del turismo e dell’accoglienza, offrendo una fotografia delle trasformazioni che attendono imprese e destinazioni. Il bilancio degli organizzatori parla di 2.800 brand espositori, oltre 1.000 buyer e 15.000 incontri d’affari, con una crescita dell’11% degli espositori esteri e dell’8% della superficie espositiva internazionale.

Per Hermes Turismo e Servizi, presente attraverso il vicepresidente Andrea Principe, la visita ha restituito l’immagine di un settore dinamico, impegnato a cercare strumenti e nuove opportunità. La sensazione, percorrendo i padiglioni, è stata quella di una maggiore affluenza già dal primo giorno rispetto alle precedenti edizioni. Anche la riorganizzazione degli spazi ha contribuito a caratterizzare questa edizione, modificando i percorsi di visita e la distribuzione dell’offerta espositiva.

A fare da filo conduttore alla manifestazione è stato EXIST, il tema del TTG 2026: un richiamo al valore dell’esperienza umana, delle relazioni e dell’autenticità in un mondo che cambia rapidamente. Un tema particolarmente significativo in un’edizione in cui intelligenza artificiale e robotica hanno attirato tanta attenzione. Per Hermes, questo significa interrogarsi su come l’innovazione possa rendere l’accoglienza più attenta e il lavoro meglio organizzato, preservando la capacità delle persone di far sentire ogni ospite riconosciuto, ascoltato e accolto.

Tra i segnali più evidenti, sul fronte tecnologico, spicca la presenza sempre più diffusa dell’intelligenza artificiale e della robotica. Un interesse che porta con sé una domanda concreta per gli imprenditori: quali soluzioni possono migliorare davvero il lavoro quotidiano e l’esperienza dell’ospite?

L’AI sta cambiando anche il comportamento dei clienti. Secondo la ricerca dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano presentata a Rimini, il 44% dei viaggiatori italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale per attività legate al viaggio, con un aumento di 11 punti percentuali rispetto al 2025. Gli impieghi riguardano soprattutto la ricerca di informazioni e il confronto delle alternative; l’utilizzo per effettuare direttamente prenotazioni e pagamenti rimane invece limitato.

Per hotel e imprese turistiche, la nostra lettura è che questa evoluzione richieda attenzione anche al modo di presentarsi online. Informazioni chiare, aggiornate e coerenti su servizi, caratteristiche della struttura e territorio diventano ancora più rilevanti quando il percorso di scelta dell’ospite passa attraverso nuovi strumenti digitali.

La robotica, particolarmente visibile durante la visita, apre un altro fronte di riflessione. Il programma del TTG ha incluso anche un incontro sul futuro del lavoro turistico con la partecipazione prevista di un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale: un esempio significativo dello spazio ormai dedicato al rapporto tra persone e automazione.

Per Hermes, il criterio con cui valutare queste tecnologie deve essere operativo: riduzione delle attività ripetitive, supporto ai collaboratori, qualità del servizio e sostenibilità dell’investimento. L’effetto novità può attirare l’attenzione, ma l’utilità si misura nell’organizzazione quotidiana. Inserire uno strumento senza ripensare procedure, responsabilità e formazione rischia di limitarne il valore.

Proprio il lavoro rappresenta uno dei temi più significativi emersi dalla manifestazione. Nel confronto promosso da Confindustria Alberghi è stata sottolineata l’importanza, per le nuove generazioni, di trovare percorsi professionali comprensibili, possibilità di crescita, autonomia e un migliore equilibrio tra vita e lavoro.

È un passaggio che riguarda da vicino le imprese seguite da Hermes. La ricerca di personale deve accompagnarsi alla capacità di accogliere, formare e trattenere i collaboratori. Investire in tecnologia richiede quindi anche investimenti nelle competenze, nella chiarezza dei ruoli e nella qualità delle condizioni di lavoro. Un’organizzazione più efficiente può migliorare contemporaneamente il servizio agli ospiti e la giornata di chi lo rende possibile.

Dal TTG arriva inoltre un’attenzione crescente verso esperienze, benessere e viaggi dai ritmi più lenti. Sul versante dell’ospitalità, InOut ha dato spazio alla sostenibilità e all’accessibilità, anche attraverso proposte progettuali dedicate a esigenze differenti. Per le strutture, questi orientamenti suggeriscono di valorizzare ciò che rende riconoscibile il soggiorno: il rapporto con il territorio, la fruibilità degli spazi e la cura dei servizi.

Cambiano anche i fattori che orientano la domanda. Nell’indagine del Politecnico di Milano, condotta su 7.590 viaggiatori di 15 Paesi europei, il 49% dichiara di tenere conto dell’affollamento delle destinazioni e il 26% del cambiamento climatico. Nella lettura di Hermes, sono segnali da considerare anche per il Mezzogiorno: costruire proposte fuori dall’alta stagione richiede servizi disponibili, personale preparato ed esperienze capaci di motivare il viaggio.

Hermes Turismo e Servizi torna da Rimini con una convinzione: innovazione tecnologica e qualità del lavoro devono crescere insieme. Il tema EXIST offre una chiave di lettura precisa: mantenere al centro il valore umano dell’ospitalità mentre cambiano gli strumenti con cui viene organizzata. L’AI e i robot possono contribuire a migliorare efficienza e servizi; spetta alle imprese trasformare queste possibilità in esperienze migliori, tanto per gli ospiti quanto per chi lavora ogni giorno nell’accoglienza.

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A cura della Redazione

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