mancanza personale alberghiero

Notizie / Comunicati stampa

Turismo 2026, come ogni anno il personale italiano è sempre più difficile da reperire.

Comunicati stampa·

Nel turismo cresce la difficoltà di reperire personale italiano. Su 220 inserimenti supportati da Hermes, 180 hanno riguardato lavoratori stranieri regolarmente presenti in Italia. Excelsior conferma.

La difficoltà nel reperire personale continua a rappresentare una delle principali criticità per le imprese italiane del turismo e dell’ospitalità. Il problema interessa soprattutto le mansioni operative indispensabili per il funzionamento quotidiano di hotel, villaggi turistici, ristoranti e altre attività del comparto.

A evidenziarlo è l’esperienza maturata dall’Associazione Hermes Turismo e Servizi attraverso le attività svolte a supporto delle imprese turistiche associate presenti in diverse regioni italiane, con una maggiore concentrazione in Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Campania.

Nell’ambito dei servizi associativi di supporto alla ricerca e alla preselezione del personale, svolti esclusivamente a favore delle imprese aderenti e nel rispetto della normativa applicabile, Hermes ha contribuito a circa 220 inserimenti lavorativi regolari.

Di questi, 180 hanno riguardato lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio italiano e 40 lavoratori italiani.

I numeri derivano dall’attività operativa dell’Associazione e non intendono rappresentare una rilevazione statistica dell’intero mercato nazionale. Offrono, tuttavia, un’indicazione concreta delle difficoltà incontrate dalle imprese turistiche assistite da Hermes.

Le maggiori difficoltà riguardano le mansioni operative

Le posizioni più difficili da coprire riguardano soprattutto attività caratterizzate da stagionalità, turni e impegno fisico, come quelle di lavapiatti, runner di sala, addetti alle pulizie, facchini, giardinieri e altre figure operative di supporto.

Si tratta di mansioni talvolta definite “basiche”, ma in realtà essenziali per garantire la pulizia degli ambienti, l’organizzazione della ristorazione, l’assistenza agli ospiti e la continuità dei servizi.

Tra i candidati italiani si rileva invece una maggiore disponibilità verso ruoli qualificati, specialistici o di responsabilità, come maître, camerieri esperti, cuochi capo partita, chef, addetti al ricevimento, responsabili di reparto e figure di direzione.

Questa tendenza non deve essere interpretata come un’accusa nei confronti dei lavoratori italiani. Sarebbe semplicistico limitarsi ad affermare che “gli italiani non vogliono lavorare”.

Le aspettative professionali sono cambiate e sulla disponibilità dei candidati incidono numerosi fattori: la stagionalità, gli orari, la distanza dal luogo di residenza, la disponibilità di un alloggio, l’impegno fisico richiesto e la possibilità di costruire un percorso professionale duraturo.

I dati Excelsior avvalorano l’analisi di Hermes

L’esperienza osservata da Hermes tra le imprese associate trova riscontro anche nei dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A luglio 2026, il 42,6% delle posizioni programmate dalle imprese italiane risultava difficile da coprire, principalmente per la mancanza di candidati e per una preparazione non sempre adeguata alle competenze richieste. Nello stesso mese, la filiera turistica prevedeva circa 138.000 ingressi lavorativi, confermandosi uno dei principali motori della domanda di lavoro nei servizi.

Il dato nazionale contribuisce quindi ad avvalorare l’analisi maturata da Hermes: la difficoltà nel reperire personale non riguarda soltanto alcune aziende o determinati territori, ma sta assumendo le caratteristiche di una criticità strutturale del mercato del lavoro.

Il contributo dei lavoratori stranieri è essenziale

In questo contesto, i lavoratori stranieri regolarmente presenti in Italia stanno offrendo un contributo fondamentale alla continuità del settore turistico.

Non si tratta di persone che sottraggono opportunità ai lavoratori italiani. Nella maggior parte dei casi rispondono alla richiesta di imprese che non riescono a coprire determinate posizioni attraverso le candidature disponibili sul territorio.

Attraverso convenzioni e collaborazioni con università e altri enti, Hermes favorisce percorsi di integrazione lavorativa stagionale rivolti a studenti e cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia.

L’obiettivo non è ricorrere a manodopera meno costosa, ma aiutare le imprese associate a individuare persone disponibili, promuovendo inserimenti regolari, applicazione dei contratti collettivi di riferimento e pari dignità tra lavoratori italiani e stranieri.

Hermes opera come associazione di categoria a supporto delle imprese aderenti e non come agenzia interinale o società di somministrazione. L’attività associativa è finalizzata ad assistere le aziende nella ricerca delle professionalità necessarie e a favorire opportunità occupazionali trasparenti e regolari.

Gli incentivi aiutano, ma non creano i candidati

Il Governo ha introdotto diverse misure agevolative per sostenere l’occupazione, tra cui incentivi contributivi destinati, in presenza di specifici requisiti, all’assunzione di giovani, donne e lavoratori nelle aree della Zona economica speciale del Mezzogiorno.

Si tratta di interventi utili, che possono ridurre il costo sostenuto dalle aziende e favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro.

L’esperienza delle imprese turistiche mostra però che un incentivo economico non è sufficiente quando manca materialmente il candidato disponibile. Inoltre, molte misure sono concentrate sulle assunzioni a tempo indeterminato, mentre una parte rilevante del comparto turistico è caratterizzata dalla stagionalità.

Le agevolazioni devono quindi essere accompagnate da formazione, orientamento professionale, mobilità territoriale, soluzioni abitative per gli stagionali e una migliore programmazione dei fabbisogni occupazionali.

Imprese e lavoratori non sono interessi contrapposti

Hermes è un’associazione orientata alla rappresentanza e al sostegno delle imprese turistiche, ma ritiene che la tutela aziendale non possa essere separata dalla dignità delle persone che vi lavorano.

Le imprese e i lavoratori non devono essere considerati portatori di interessi contrapposti. Un’azienda può offrire servizi di qualità soltanto quando dispone di collaboratori rispettati, valorizzati e adeguatamente retribuiti. Allo stesso tempo, un’occupazione regolare e dignitosa può essere sostenuta soltanto da imprese sane e capaci di affrontare il costo complessivo del lavoro.

La carenza di personale non può quindi diventare una giustificazione per ridurre salari, diritti o tutele.

Ridurre il cuneo fiscale per aumentare gli stipendi

Secondo Hermes, agli incentivi temporanei dovrebbe affiancarsi una riduzione strutturale del cuneo fiscale e contributivo, con particolare attenzione alle piccole imprese e alle attività stagionali del turismo.

Le aziende devono essere messe nelle condizioni di aumentare gli stipendi netti senza dover sostenere un incremento sproporzionato del costo complessivo del lavoro.

Una quota maggiore delle risorse investite dalle imprese dovrebbe arrivare effettivamente nelle buste paga. Questo consentirebbe di rendere le offerte occupazionali più attrattive, riconoscere adeguatamente l’impegno richiesto e migliorare le condizioni di lavoro senza compromettere la sostenibilità economica delle aziende.

La carenza di personale nel turismo non può essere affrontata contrapponendo imprese e lavoratori oppure cittadini italiani e stranieri. Occorre costruire un modello fondato su regolarità, formazione, integrazione, retribuzioni adeguate e sostenibilità del costo del lavoro.

Hermes continuerà a operare al fianco delle proprie imprese associate, nella convinzione che la crescita del turismo debba procedere insieme alla tutela, al benessere e alla valorizzazione delle persone che vi lavorano.

Fonte originale

A cura della Redazione

Tag

  • lavoro
  • turismo
  • personale
  • assunzioni
  • osservatorio
  • hermes

Condividi questo articolo