Assicurazione RCA Hotel

Riflessioni / Amministrazione e finanza

Hai assicurato veramente la tua struttura o hai solo comprato una polizza? – Parte 2

Clienti, dipendenti e terzi: quando il problema non è ciò che si rompe nella struttura, ma quanto potresti essere chiamato a risarcire agli altri.

Andrea Principe··5 min di lettura

Nella prima parte abbiamo guardato ciò che appartiene all’azienda: fabbricato, impianti, attrezzature, merci e scorte.

Adesso cambiamo prospettiva.

Un ospite cade a bordo piscina. A un altro sparisce un oggetto dalla camera. Un dipendente si infortuna in cucina. Un cliente sostiene di essersi sentito male dopo aver cenato nel ristorante. Un’automobile viene danneggiata nel parcheggio.

In questi casi il problema non è ciò che si è rotto nella struttura, ma quanto l’azienda potrebbe essere chiamata a risarcire agli altri.

È qui che sulla polizza troviamo normalmente una sigla rassicurante: RCT, responsabilità civile verso terzi.

Ma leggere “RCT: presente” non significa ancora sapere se siamo realmente coperti per tutto ciò che facciamo.

Pensiamo a un hotel che, quando ha stipulato la polizza, offriva camere e prima colazione. Negli anni ha aperto il ristorante agli esterni, realizzato una piscina, aggiunto una piccola spa, iniziato a organizzare matrimoni e acquistato alcune e-bike per gli ospiti.

L’azienda è cambiata.

La polizza è cambiata insieme all’azienda?

Questa è probabilmente la prima domanda da fare. Una responsabilità civile dovrebbe riflettere le attività che la struttura svolge oggi, non soltanto quelle dichiarate anni fa.

Prendiamo la piscina. Un cliente scivola e si procura un danno importante. La domanda non è soltanto se esiste una RCT, ma se la piscina rientra effettivamente nelle attività assicurate, con quale massimale e con quali eventuali limitazioni.

Lo stesso vale per spa, palestra, area giochi, stabilimento balneare o altri servizi accessori.

Poi c’è il ristorante.

Una struttura che somministra alimenti e bevande affronta rischi differenti rispetto a un albergo che vende soltanto camere. Un cliente può contestare un’intossicazione, una contaminazione o un problema legato agli allergeni.

La domanda concreta da portare all’assicuratore è semplice:

“La responsabilità derivante dalla somministrazione di alimenti e bevande è compresa? E fino a quale importo?”

Se nel frattempo la struttura ha iniziato a fare catering, banqueting o eventi fuori sede, conviene verificare anche quelli.

Assicurazione RCA hotel

E se sparisce qualcosa dalla camera?

Questo è un tema particolarmente delicato per gli hotel.

Pensare che basti un cartello con scritto “la direzione non risponde degli oggetti lasciati in camera” è una semplificazione pericolosa.

Il Codice civile disciplina specificamente la responsabilità dell’albergatore per i beni portati dagli ospiti nella struttura. Inoltre la situazione può cambiare quando denaro, gioielli o altri valori vengono consegnati alla reception o presi espressamente in custodia.

Per questo la domanda dovrebbe essere:

“La mia polizza copre la responsabilità dell’albergatore per i beni degli ospiti? Con quale limite e cosa cambia se li prendiamo in custodia?”

È molto più utile conoscere questa risposta prima che un cliente denunci la scomparsa di un oggetto di valore.

Lo stesso ragionamento vale per il parcheggio.

Un conto è mettere a disposizione un’area nella quale il cliente parcheggia autonomamente. Un altro è prendere le chiavi dell’automobile e occuparsi direttamente del veicolo.

Se un’auto viene rubata o danneggiata, la nostra copertura interviene? E cambia qualcosa quando il personale prende in consegna le chiavi?

Immaginare il caso concreto aiuta molto più che leggere genericamente la parola “parcheggio” nella descrizione dei servizi.

E i lavoratori?

La responsabilità non riguarda soltanto gli ospiti.

Un hotel o un ristorante ha persone che lavorano in cucina, sala, housekeeping, manutenzione, reception e locali tecnici. Qui entra in gioco la RCO, cioè la responsabilità verso i prestatori di lavoro.

Anche in questo caso la presenza della sigla non dovrebbe bastare.

Bisogna conoscere massimali, condizioni e copertura delle eventuali azioni di rivalsa previste nei casi contemplati dal contratto.

Lo stesso vale quando nella struttura operano manutentori, collaboratori o imprese esterne. Se durante un intervento viene provocato un danno, è bene sapere prima dove termina la responsabilità di chi esegue il lavoro e dove può iniziare quella dell’azienda che lo ha incaricato.

Un massimale alto non significa che tutto sia coperto fino a quella cifra

Un altro errore frequente è leggere:

“Responsabilità civile: 2 milioni di euro”

e considerare chiuso il problema.

Quel numero, da solo, dice poco.

Potrebbero esistere sottolimiti per specifiche garanzie, franchigie, scoperti o esclusioni.

Per questo davanti a ogni situazione reale conviene ridurre tutto a tre domande:

Sono coperto? Fino a quanto? Quanto rimane a mio carico?

Sono domande semplici, ma cambiano completamente il modo di leggere una polizza.

Alla fine anche questa seconda parte ci porta allo stesso principio della prima.

Non chiedere semplicemente al tuo assicuratore: “Ho la responsabilità civile?”

Raccontagli invece ciò che potrebbe succedere.

“Un cliente cade in piscina: cosa succede?”

“Gli rubano un oggetto dalla camera?”

“Prendiamo in custodia la sua automobile e viene danneggiata?”

“Un dipendente si infortuna?”

“Un cliente sostiene di aver avuto un’intossicazione?”

E poi chiedi:

“In questo caso quanto mi pagate, quali limiti ci sono e cosa resta a carico dell’azienda?”

È questo che permette di capire se la responsabilità civile è realmente costruita intorno alla struttura oppure se ci siamo limitati, ancora una volta, ad acquistare una sigla sulla polizza.

Nella terza e ultima parte parleremo invece di un rischio ancora meno visibile.

Un incendio può essere spento in poche ore. Un’alluvione può passare in un giorno. Un attacco informatico può non rompere fisicamente nemmeno una sedia.

Ma la struttura potrebbe restare chiusa per settimane.

E allora la domanda sarà:

chi paga il fatturato che l’azienda non sta più producendo?

Parleremo di business interruption, cyber risk e tutela legale e metteremo a disposizione anche il Check-up assicurativo della struttura ricettiva da scaricare e compilare.

Nota: il presente approfondimento ha finalità informative e non sostituisce l’analisi del singolo contratto assicurativo. Garanzie, esclusioni, massimali, franchigie e condizioni possono variare tra polizze diverse.

Scarica il nostro: Check-up assicurativo della struttura ricettiva

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